Da Veroli a Opi, passando per il lago di Posta Fibreno

10.06.2020

Itinerario attraverso la parte orientale della Ciociaria, tra borghi medievali, monasteri, colline e montagne dei Monti Ernici fino al confine con l'Abruzzo

Uscendo da Frosinone e presa la SS 214 si segue per Sora e si fa sosta a Veroli.  Anticamente chiamata Verulae dai Romani, è famosa per un calendario romano inciso nel marmo, I Fasti Verulani  ritrovato nel 1926 ed esposto all'interno di un cortile della Casa Reali. Si prosegue per il suggestivo Borgo di San Leucio nel centro storico, tra l'altro animato da un caratteristico mercato di prodotti tipici della terra ciociara, oltre che di piante e antiquariato. Meritano una sosta a Cattedrale di Sant'Andrea, del Duecento, la chiesa di Santa Maria Salome, e spostandoci verso Porta Romana, il convento di Sant'Erasmo che oggi è un hotel, l'entrata è libera e godiamo del bellissimo giardino pensile che si affaccia sull'altra parte della valle e abbiamo l'occasione di visitare una mostra di artisti contemporanei della sala eventi dell'ex convento e della chiesa,  che purtroppo troviamo chiusa. Appena fuori la chiesa portico che vediamo solo esteriormente e il suo meraviglioso portico, ci appare una caratteristica piazzetta con una fontana, purtroppo senza pesci (io ho la fissa per le fontane con i pesci e le tartarughe e se non ce li trovo di rimango malissimo!).   Forse qualcuno potrebbe fare presente questa cosa al comune di Veroli!!  ;)  A parte gli scherzi, è giunto il momento di tornare al parcheggio, altro giro altra corsa. 

Proseguiamo verso un'altra tappa irrinunciabile del nostro girovagare into the Ciociaria, ovvero l'Abbazia di Casamari,  imponente complesso gotico-cistercense risalente al 1203 e consacrato nel 1217 mentre secondo altri il monastero si fa risalire al 1036, di cui notevoli sono il Chiostro incorniciato da eleganti colonnine binate, un suggestivo giardino pensile e la Sala Capitolare, usata per le riunioni dei monaci alla quale si accede passando un ricco portale. Adiacente alla chiesa c'è il Museo Pinacoteca. Nelle sale duecentesche è possibile oltre a preziosi oggetti sacri, sono ospitati anche reperti di epoca romana e il resto di una zanna di  un mammuth  presente nella nostra penisola in epoca glaciale.

Ripartiamo non prima di aver fatto una sosta al negozio dei frati. L'abbazia fu abitata dai cistercensi, poi dai Benedettini e poi dai Trappisti (Cistercensi riformati) famosi per i loro prodotti artigianali, ci riforniamo quindi di cioccolata e liquori, di cui un tempo i monaci fabbricavano anche le bottiglie.

Riprendiamo per il paesino di Broccostella addentrandoci nella valle del Comino e superiamo Sant'Elia Fiumerapido, attraversando la campagna circostante dove si trovano tratti di mura poligonali del VII-VI sec a. C. 

Ci allontaniamo per avviarci verso il vero highlight della nostra gita ciociara, la Riserva del lago di Posta Fibreno.  Meta estremamente romantica,  ospita anche un'isoletta galleggiante che si sposta sospinta dal vento all'interno del lago, ed è composta da varie piante come tamerici ed erba acquatica, fenomeno molto raro di cui parla anche Plinio il Vecchio che rende unico questo lago. Ai lati del lago non potrete non imbattevi nella tipica imbarcazione che i locali utilizzano per navigarlo, costruita a fondo piatto con pesanti tavole di quercia, conosciuta come nàue. Nell'area attorno al mulino, si trova uno dei punti più suggestivi del lago che è alimentato da sorgenti carsiche. Il flusso costante è il motivo della tonalità azzurra e della trasparenza dell'acqua che ha sempre una temperatura di 10°. Le sorgenti si ricongiungono con la zona stagnante del lago, che è possibile attraversare con bellissime passerelle in legno, a volte fornite di punti d'osservazione per individuare gli animali del lago come la specie endemica, la trota di Fibreno, che viene pescata con la nàue,  e la nutria. L'avifauna comprende varie specie tra cui le folaghe, le gallinelle d'acqua, gli aironi cenerini, le garzette, le nitticore ecc... Infine, tra i rapaci che frequentano questo  ambiente  il falco di palude, la poiana, il gheppio, il nibbio bruno, l'assiolo, la civetta e il barbagianni.  



L'altro punto interessante è poco più avanti andando verso il grandissimo bar ristorante, tra l'altro molto funzionale per fare una sosta, dotato di un grandissimo giardino panoramico affacciato sul lago, ottimo per avere una visione più ampia del panorama lacustre. 

Qui si possono affittare anche pedalò e kayak, e ci sono altre passerelle in legno, altri sentieri per scoprire altri scorci di lago.

Riprendiamo il percorso verso San Donato in Val Comino, uno dei borghi più belli d'Italia, crocevia per il passaggio dal Lazio all'Abruzzo attraverso il valico di Forca d'Acero. Del paese, essendo un po' in ritardo, non visitiamo i tanti caratteristici quartieri, ma passando per la piazzetta principale con la stupenda meridiana e un bar dal gusto retrò e vetrate anni '20 e saliamo verso il Duomo di Santa Maria  e San Marcello. In piazzetta è possibile scaricare una app che fa da guida al paese, propone infatti un circuito spiegando i principali palazzi, storia delle relative famiglie, chiese e conventi e la storia  del paese durante la ritirata delle truppe tedesche che si rifugiarono a San Donato dopo la disfatta di Cassino.

Riprendiamo verso le montagne  attraverso la SR 509 per arrivare al passo Forca D'Acero al confine con l'Abruzzo, saremmo volentieri arrivati ad Opi un altro dei borghi più belli d'Italia ma le restrizioni valide fino al 2 giugno per l'emergenza Covid ci impediscono di varcare la nostra regione, ammiriamo quindi la bellezza della natura selvaggia dell'inizio del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, attraverso vallate, pascoli verdi e foreste di faggi.  Alla  Taverna del Lupo ci concediamo una pausa col piatto più famoso d'Abruzzo, gli arrosticini di pecora e una bella birretta fresca. Mi pento di non aver preso una cioccolata calda, visto che il valico è a 1538 m s.l.m. e l'escursione termica tra San Donato e la taverna è di circa 10°. Consiglio quindi, anche se andate d'estate una bella giacca in macchina e pantaloni lunghi.

Proseguiamo per Sora, ultima tappa del nostro itinerario, adagiata tra le valli di Comino e del Liri. Sora è un esempio di città agricola della Ciociaria che ha saputo svilupparsi economicamente attraverso industrie tessili, alimentari e del mobile. Visitiamo il lungo Corso Volsci, incontrando a sinistra la Cattedrale romanica del 1153. Alle spalle della Cattedrale, domina la valle il Castello di San Casto del XI sec., posto sull'omonimo monte, costruito sui resti dell'Acropoli dei Volsci.

Riprendiamo la statale ci dirigiamo verso Roma, non prima di esserci concessi un po' di mondanità con un bello spritz in uno dei tanti bar del Corso. Direi che per questa volta più che un'escursione, un viaggio! 


Sora
Sora